Pasqua Ebraica: cos’è, quand’è, i rituali

Pasqua Ebraica, date e tradizioni
Il Seder durante il quale vengono servite le pietanze della tradizione ebraica


Pesach zeman charutenu. Per gli ebrei significa Pasqua, tempo della nostra liberazione. Si, perché se per i Cristiani celebrare la Pasqua è un rinnovare la Resurrezione di Cristo, per gli Ebrei la Pasqua è una celebrazione che ricorda la liberazione del popolo ebraico dall’Egitto dopo secoli di schiavitù e il suo viaggio verso la Terra Promessa.

Pur condividendo con la Pasqua cristiana alcuni dettagli, la celebrazione ebraica è caratterizzata da cerimonie, tradizioni e riti diversi. Vediamo quali.

Pasqua Ebraica: quando è

La storia della Pasqua Ebraica

La Pasqua Ebraica cade il 15 del mese di Nisan, periodo che coincide con l’inizio della mietitura e della primavera. La festività non si esaurisce in una sola giornata, ma dura ben 8 giorni, dei quali i primi due e gli ultimi due sono considerati feste solenni.

Il giorno che precede l’inizio della Pasqua coincide con la Festa dei Primogeniti, che ricorda i primogeniti ebrei che furono risparmiati durante l’ultima piaga inflitta all’Egitto. Non a caso in ebraico, Pasqua viene pronunciata Pesach che significa “Passare Oltre” cosa che fece Dio durante la notte in cui inflisse la piaga al popolo egiziano risparmiando i bambini israeliani.

Nei giorni successivi alla notte tra il 14 e il 15 di Nisan, arriva il periodo della Festa dei Pani non lievitati che ricorda il modo in cui veniva ottenuta la fermentazione di una nuova farina dalle focacce non fatte lievitare.

Pasqua Ebraica, date e tradizioni
Il Seder durante il quale vengono servite le pietanze della tradizione ebraica

Come si calcola la Pasqua Ebraica

Il calcolo della Pasqua ebraica è diverso da quello della Pasqua cristiana a partire dal fatto che gli israeliani utilizzano il calendario ebraico e non quello lunisolare ecclesiastico. Visto che in Italia si fa riferimento convenzionalmente al calendario gregoriano, la Pasqua ebraica cade sempre in un periodo di tempo compreso tra il 26 marzo e il 25 aprile.

A differenza della Pasqua cristiana che cade sempre di domenica, per gli israeliani, la domenica è uno dei giorni vietati, per cui la Pasqua può essere celebrata soltanto di lunedì, martedì, giovedì o sabato: nel caso in cui cada in uno di giorni vietati, viene spostata.

Pasqua Ebraica 2020: le date

Nel 2020 la Pasqua ebraica inizia la sera dell’8 aprile e termina la sera del 16 aprile. E’ durante questi otto giorni che vengono celebrati riti e perpetrate le antiche tradizioni della religione ebraica.

Pasqua Ebraica: tradizioni e celebrazioni

Il Seder

Il Seder è un pasto commemorativo che avviene nelle prime due sere di festa e che mette in evidenza la Redenzione passata e futura del popolo ebraico. In ebraico Seder significa Ordine: è per questo motivo che durante queste due cene viene seguito un ordine rituale di gesti, preghiere e pietanze che ha come rimando spirituale sempre quello legato alla fuga dall’Egitto e la conseguente liberazione del popolo ebraico.

Una forte simbologia è legata ai piatti in tavola: il piatto utilizzato durante il seder è decorato con i principali simboli della festa. Questo dovrà contenere delle erbe amare che simboleggiano l’amarezza della schiavitù, un uovo come simbolo della vita che rinasce, un pezzo d’agnello, il cui sangue salvò i primogeniti dalla piaga d’Egitto, una ciotolina contenente la charoset, una sorte di marmellata che ricorda la malta utilizzata dagli ebrei per le costruzioni dei mattoni delle case egiziane ed infine, un pezzo di pane azzimo.

Infine, durante la cena viene sistemata sul tavolo la Coppa di Elia, il cui posto viene lasciato libero nel caso in cui arrivi per accompagnare il popolo cristiano verso il Messia.

Il Pane non lievitato

Durante tutto il periodo della Pasqua è vietato cibarsi di qualsiasi pietanza che contenga il lievito: questa usanza ricorda i pani consumati dal popolo ebraico durante la fuga dall’Egitto, quando non ebbero tempo per farli lievitare e li mangiarono così com’erano. Quindi, l’unico pane disponibile nel periodo pasquale è il pane azzimo, quello non lievitato.

Il fatto di eliminare dalla propria casa ogni traccia di lievito è ormai una tradizione che viene portata avanti da secoli: nello stesso periodo vengono preparati i matzot, le pietanze che non contengono lievito.

Il Digiuno

I primogeniti sono tenuti ad osservare un digiuno interrotto soltanto al mezzogiorno della vigilia.

Pasqua Ebraica e Pasqua Cristiana: le differenze

Le differenze con la Pasqua Cristiana sono numerose e sostanziali, a partire dal semplice fatto che per gli Ebrei, il Messia non è ancora arrivato, mentre i Cristiani ne celebrano la sua Resurrezione. Inoltre per gli ebrei la parola Pasqua significa Passare Oltre, mentre per i cristiani la parola deriva dal greco e successivamente dal latino pascho che significa Patire parola che per secoli è stata erroneamente associata alla Passione di Cristo e che ormai è diventata di uso comune.

Anche il calcolo del periodo della Pasqua è diverso: gli israeliani fanno riferimento al calendario ebraico, mentre i cristiani a quello lunisolare ecclesiastico: la Pasqua ebraica cade sempre in un periodo compreso tra il 26 marzo e il 25 aprile, mentre quella cristiana tra il 22 marzo e il 25 aprile. Inoltre, mentre la Pasqua cristiana cade sempre di domenica, come abbiamo detto, la Pasqua ebraica può cade soltanto di lunedì, martedì, giovedì e sabato e mai di domenica che viene considerata un giorno vietato.

Se i cristiani celebrano la Resurrezione un giorno soltanto, la Domenica di Pasqua, per gli ebrei, il periodo di festività Pasquale dura ben otto giorni. Si ritrovano delle differenze anche nelle pietanze: se i cristiani hanno le uova come riferimento gastronomico tradizionale, gli ebrei compongono dei piatti con diverse pietanze, ognuna delle quali fa riferimento ad un particolare evento religioso sempre legato alla liberazione dei popolo dalla schiavitù.

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